Rebirthing

RebirthingRebirthing significa “Rinascita”. Si sviluppa negli Stati Uniti negli anni 70 grazie a Leonard Orr che osservò come la respirazione in acqua calda e fredda risvegliasse le memorie cellulari del nostro tempo passato nel caldo del liquido amniotico e del momento del passaggio al freddo conseguente il parto. Oggi si inizia con la respirazione a secco per poi passare alle sedute in acqua. E’un meraviglioso metodo di crescita personale che si avvale di varie tecniche con cui far emergere ed integrare antiche memorie cellulari rimaste irrisolte. Allineando corpo, mente e spirito è in grado di donare una nuova visione di Sé, degli altri e della vita. Ne consegue un benessere fisico, psicologico e di relazione con tutto, in accoglienza, espansione e armonia.
Un cammino di liberazione dagli schemi, dai modelli limitanti, dalle dipendenze, verso la leggerezza ed il permesso di guardarci completamente con amore incondizionato.

Questa forma di respiro iperventilatorio ha origini millenarie, radici profonde presenti in culture differenti e lontane che la utilizzavano per fini terapeutici, iniziatici e ritualistici. La troviamo nella civiltà Induista come pratica Yogica del Prānāyāma ed anche in quella meditativa Tibetana e ancora nelle capanne sudatorie degli Amerindi e nei cerimoniali Incas.
L’aumento della ventilazione è un processo naturale e spontaneo in frequenti e abituali stati emotivi con cui l’organismo accelera le sue funzioni vitali come in un rapporto sessuale, durante una sofferenza, una fuga nella lotta, ed è un modo di respirare dei neonati.
Ciò che differenzia il Respiro Circolare Connesso dall’iperventilazione, è che viene eseguito in modo naturale, in una forma cioè “potente e senza sforzo”.

Aspetti tecnico-pratici ed emotivi

Nella seduta di Respiro la prima fase viene dedicata al totale rilassamento fisico sdraiati comodamente a terra supini (pancia in su). Il respiro inizialmente può essere effettuato sia con il naso che con la bocca ma senza alternare le due modalità.
La respirazione nasale aiuta il rilassamento psicofisico, è più lenta e meno capiente avendo una resistenza all’inalazione due volte superiore rispetto alla bocca inoltre tende a trasportarci un poco in alto (nei Chakra superiori) verso un approccio più meditativo e di distacco dalle sensazioni corporee.
La respirazione con la bocca ci mantiene più a contatto fisico, con le sensazioni di pancia, o “cervello viscerale” sede delle emozioni a cui vogliamo avere accesso.
Un’altra ragione per cui è preferito l’uso della bocca è che permette una ventilazione più ampia (Vo2 Max.) e più rapida.
Con il termine Respiro Connesso s’intende senza soluzione di continuità, ovvero, senza pause né d’apnea inspiratoria che dispnea espiratoria, la cui espressione caratterizza due interessanti e ben distinte testimonianze emotive.

L’apnea inspiratoria si potrebbe definire la sosta di chi entra in punta di piedi senza volersi far sentire, guardandosi intorno e trattenendo il fiato fino a sentirsi al sicuro.
La dispnea espiratoria è come se ci dicesse “aspetta non sono sicuro di voler fare un altro giro di giostra”.
Respiro Circolare si riferisce al flusso energetico che possiamo immaginare come un’onda di marea che sale progressivamente dai piedi fino all’apice della testa durante l’inspirazione e torna defluendo ritmicamente verso i piedi.
Per Respiro consapevole si intende che la mente osserva consapevolmente lo schema energetico che sta emergendo è concentrata su di esso da quando viene attivato a quando viene integrato.
Un respiro lento nel ritmo e profondo nel volume sarà un buon inizio di seduta e faciliterà l’emergere di vissuti mentre una volta messo a fuoco perfettamente uno schema un ritmo di respiro veloce faciliterà ed affretterà la sua integrazione. Pieno e veloce può essere utile quando uno schema che sta emergendo attive delle difese (tipo la sonnolenza) per non farlo sfuggire una gran quantità d’aria aiuta a rimanere presenti e velocizza il processo di integrazione.

Valore attribuito al respiro

Il respiro ci accompagna dal primo istante in cui decidiamo di vivere, prendendo pienamente possesso del nostro corpo in modo autonomo e s’interrompe, quando lasciamo definitivamente il corpo fisico al momento dell’ultimo respiro.
Con ogni atto respiratorio confermiamo inconsapevolmente quella scelta originale di voler vivere.
Il soffio vitale rappresenta nella simbologia la scintilla Divina, il bene più prezioso che abbiamo ricevuto e la cui consapevolezza ci sfugge essendo una funzione vitale principalmente neurovegetativa autonoma a cui, però possiamo accedere anche con il nostro sistema nervoso volontario, riuscendo ad aumentare il respiro fino a 20 volte oltre i valori a riposo.
Ciò che vogliamo ottenere aumentando il volume ed il ritmo respiratorio nel rebirthing è di dinamizzare le funzioni vitali, muovere più energia, far riemergere memorie sepolte, irrisolte, osservarle e poterle elaborare, ricodificare ed integrare.
Abbiamo chiamato questo processo Decodificazione Emozionale, una rapida ed efficace trasformazione delle neuro-associazioni negative tenute fuori, dalla memoria cosciente, rimosse nell’inconscio e nelle memorie cellulari depositate nel corpo.

Aspetti fisiologici

Aumentare il ritmo e il volume respiratorio induce una disintossicante e rivitalizzante purificazione progressiva delle scorie tessutali di CO2, (anidride carbonica) ed altri ristagnanti depositi catabolici infracellulari; agisce una forma di massaggio circolatorio sulla massa cerebrale enormemente vascolarizzata ed incrementa la pompa diaframmatica riattivante del flusso circolatorio viscerale stagnante.
Aumenta l’assorbimento di O2 (ossigeno) determinando una caduta dei tassi di CO2 (anidride carbonica) producendo una variazione del pH (rapporto acido-base, calcio-potassio) dei liquidi corporei determinando un’alcalosi sanguinea una delle con cause della comparsa di manifestazioni tetaniche (passeggere sensazioni di intorpidimento o contrazione muscolare) evidenziando i distretti corporei intossicati dove somatizziamo maggiormente.
Il calare CO2 induce anche una lieve vasocostrizione ed ipossia cerebrale di cui risente principalmente l’area della corteccia o “ Neocortex” la più recente in ordine di comparsa nel processo evolutivo filogenetico. Questa è l’area del controllo su base logico razionale, responsabile dell’aspetto normativo, contiene, aggiorna e connette tutti i data base, come i file di un computer di esperienze vissute e catalogate più quelle ereditate, trasmesse geneticamente come memorie vissute dai nostri predecessori. La sua temporanea riduzione di controllo inibitorio permette il riemergere di quelle sensazioni ed emozioni, altrimenti represse, provenienti dal cervello emotivo, mammaliano o “limbico”
Questi contenuti emotivi, mesencefalica arcaici più quelli istintuali del rettiliano nel cervelletto ci connettono con i nostri vissuti viscerali, che, liberi da freni, possono finalmente manifestarsi o riemergere a livello conscio se erano stati rimossi ed essere rivissuti senza filtranti censure in un nuovo contesto e rielaborati, più precisamente ricodificati. Questo processo viene definito“Decodifica Emozionale”
Permettendo alle aree del cervelletto e del mesencefalo di esprimersi liberamente lo spazio dell’intelligenza razionale (emisfero sinistro) generalmente dominante si bilancia con l’area dell’intelligenza emotiva dell’(emisfero destro).
Questo riequilibrio emisferico è definito simbolicamente dal misticismo orientale come: “Camminare sui due piedi”

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